Il coaching

Cosa è il coaching?

Tutti ne abbiamo sentito parlare. Molti hanno avuto modo di avvalersene, tanti non sanno cosa sia davvero. Mettiamo un po’ d’ordine….

COACHING E FORMAZIONE


Il termine viene dall’inglese “to coach” che significa come quasi tutti sanno, “allenare”. E già qui c’è una prima differenziazione terminologica da evidenziare con il termine “formatore”. Qual’è la differenza? Qual’è la differenza tra formatore e coach? Oggi la risposta non è semplicissima, in quanto ci sono molti formatori che fanno coaching e ci sono coaches che fanno formazione.

In linea di massima possiamo dire che la formazione e il formatore danno contenuti teorici su un qualsiasi argomento. Formatore è chi insegna una lingua straniera, chi insegna cosa è il marketing, oppure cosa è lo sviluppo di software in linguaggio html, per fare solo degli esempi. Sono essenzialmente degli insegnanti. La realtà è però che anche il formatore, oggi sempe più spesso, si occupa anche di verificare quanto e come i suoi contenuti teorici sono assimilati dall’utente della sua formazione.

Questa attività di verifica dell’implementazione dei contenuti e della loro assimilazione e metabolizzazione comincia ad entrare nell’ambito del coaching, cioè dell’allenamento vero e proprio, e questo è ancor più vero quando oggetto della formazione sono le modalità di gestione del personale e della comunicazione interpersonale.

L’attività di coaching quindi, più che essere il veicolamento,la proposizione di contenuti, che è invece lavoro del formatore, è l’attività che il coach mette in atto per far sì che determinati concetti, comportamenti, principi, ( in inglese “behaviour patterns” cioè modelli di comportamento) divengano patrimonio e bagaglio “naturale” ( la c.d. implementazione) delle persone oggetto del coaching e non rimangano confinati nella teoria.

Avviene come ad esempio nel tennis, dove il coach, guida anche fisicamente l’allievo a fare il corretto movimento con la racchetta e non si limita a dirgli, “impugnala con il pollice così e il palmo così”.

La differenza è di grande importanza perchè nel coaching il focus è sul cambiamento comportamentale anzichè sulla fornitura di concetti, ed ogni persona pone, spesso senza volerlo, una resistenza più o meno forte e radicata nel cambiare i propri modelli di comportamento.

COACHING E PSICOTERAPIA

Un’altra area di presunta sovrapposizione dell’attività del coach è quella con l’attività psicoterapeutica. Anche qui occorre fare chiarezza. Il coaching non è psicoterapia, ma per rendere evidente tale differenza occorre essere molto precisi. Cosa differenzia un approccio psicoterapeutico da uno di coaching? Molte cose possono essere dette al riguardo, ma il concetto fondamentale è che nel coaching non c’è diagnostica della persona, non c’è terapia, non c’è analisi del passato personale e nemmeno il concetto di guarigione o di malattia. Cosa ancora più importante non c’è un rapporto di sudditanza tipico del rapporto terapeuta-paziente.

Il coaching da’ strumenti per definire obiettivi e per raggiungerli. Così come non si può pensare che un maestro di yoga o di karate sia uno psicologo, non si può nemmeno pensare che far emergere gli obiettivi del coachee nella sua vita, e spiegare come organizzarsi per raggiungerli, sia “psicoterapia”.

In verità distinguere le due cose diventa più difficile se si sceglie di dare al termine “psicoterapia” il significato di qualsiasi processo di interscambio concettuale e comportamentale tra le persone, ma, se si fa questo, allora qualsiasi relazione umana può essere considerata “psicoterapia”….

Se si allarga a dismisura il concetto, allora, appunto, il maestro di yoga o di karate, o di tennis, o di ginnastica, oppure la guida religiosa, l’amico fidato, lo zio saggio, il professore universitario, il personal trainer, sono tutte figure che possono, volenti o nolenti, causare profondi cambiamenti psicologici nelle persone con cui entrano in contatto…. e quindi si potrebbe farli rientrare nel concetto, a questo punto totalmente indefinito, di “rapporto psicoterapeutico”. Perfino interagire con il proprio cane o gatto può produrre profondi cambiamenti psicologici, ma questo non fa del nostro micio un novello Freud. Il rapporto psicoterapeutico è qualcosa di molto specifico e limitato a certi schemi e processi e non può pretendere di inglobare quasiasi rapporto interpersonale.

Nell’ambito del coaching ci sono diversificati ambiti di intervento che danno così un taglio specifico ad ogni tipo di coaching….Qui abbiamo messo a disposizione alcune risorse di consultazione del mondo del coaching personale ed aziendale.

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